mercoledì 26 febbraio 2014

Solitudine o compagnia?

Quando sono sola....
Mi rifugio in un piccolo mondo rosa...rosso...bianco...blu...verde...giallo...viola...
Inaomma colorato. Dovo l'arcobaleno inizia sopra una pentola d'oro ma non ha un fine... è tutto all'incontrario. Sottosopra. Al rovescio. Ci sono degli specchi, mi riflettono. Mi mostrano l'io nascosto e mi fanno riflettere.
Quando sono sola è lì che mi rifugio.  Nel mondo tutto mio. Non ho nessuno, ho solo me stessa.
Quando le lacrime zampillano, abbraccio quellio ed è come essere abbracciati da una sicurezza piacevole e calda. Legocce si arrestano ed io so che ci sono, sono viva dentra di me. Perché qualcuno dovrebbe spegnermi se brillo così tanto?
Quando invece I pensieri mi tormentano, cerco uma via. Ce ne sono tantissime, basta aolo trovare quella giusta. Quella che mi da certezze ed è la mia barca nel mare di dubbi. Le singole persone sono dubbi la barca varia a seconda delle occasioni. Può essere un amico, può essere la mia mamma, può essere un estraneo. Deve essere qualcosa di certo.

Mi rinchiudo spesso in me ma le conclusioni sono due. La folla serve per dimenticare, l'io serve per andare avanti. Servono entrambi per superare le difficoltà ed andare avanti.


mercoledì 19 febbraio 2014

Ridere è la mia cura

Mi guardo allo specchio e vedo me stessa.
La me che sembro tutti i giorni, sola, ma sto bene cosi.
Er caso sei bene integrata in clesse? Un giorno mi chiese. Mi piace stare da sola.

Stare da sola perché nessuno credo possa davvero capirmi piu di quanto io capisco me stessa. È un' arma a doppio taglio... ma vivo bene così.  Vosa bolete da me che diventi qualcun'altra?  Non lo so. Non capisco la gemte di oggi. Forse perché io sonp cresciuta sapemdo come badare a me ... mi hanno insegnato questo.. indirettamente ovvio, ma questo. Aver cura e sapermi proteggere. Capisco quamdo devo o non devo fare qualcosa, mi sento in un qualche , odo piu gramde anche se non lo sono veramente.
Penso che sia sola, ma che mi piace esserlo.
Sono una ragazza cresciuta insieme alle domamde ed a questo domande ho persino teovato una risposta.. l'importante nin è sapere "sboccio belvedere" ma chi sono?
Amo me stessa... non lo so, quello di cui ho preso coscienza è di sentirmi un tetto. Do riparo a chi lo cerca e tutto il resto mi scivola via anche se i rimasugli rimamgono incastrati nelle tegole, col tempo lo abbelliscono.
Tutte le critiche e le avventure che ho dovuto in un qualche modo subire , i hanno lasciato dietro un bagaglio individuale bello pieno e questo mi insegna a non guardare gli altri e provocarli affinché notino da soli che a me delle loro parlore non me ne favvio nulla..
Devo relazionarmi con gli altri, ma mai pensato che sono gli altri che devono avere un contatto con me? La solitudine a volte è rassicurante. Sai che con te ti capisci. Io laboro bene conn tutti, ascolto molto, so stare in gruppo ma se il gruppo jon accetta pareri diversi, la colpa non è mia!
Il mio blog è un ancora, diciamo che senza di lui ed altre piccole cose quali la famiglia e qualche amica, vera, non penso che sarebbe lo stesso. Forse sarei piu chiusa.
La mia cura, ridere.

lunedì 10 febbraio 2014

Sola

Amo la solitudine.
Ho praticamente un contatto con certe persone vui non si deve dare molta confidenza.
Non ho una vita sociale, ne perché posso ne perché ce la faccio fisicamente.
La casa è il mio antro.
Dovrei essere una bella persona, ma non ne sono sicura.
Mamma è la persona vhe mi fa sorgere troppi dubbi.
Non voglio uscire.
Sto bene qui. Dove sono.
Non posso sopportare ancora questa situazione.
Mi nascondo dietro una maschera vera.
Solare... ma debole e afflitta dalle preoccupazioni.
Non ce la faccio a reggere un ritmo veloce.
L E N T E Z Z A .
Prima sopportavo di più.
Pra voglio solo ranicchiarmi accamto a persone che nemmeno vonosco, ma che so vere ed importanti.
Mi sento un RICCIO.

giovedì 6 febbraio 2014

Non sono egoista, ma realista.

Il voglio e da egoisti e quindi ... userò vorrei.
Vorrei andarmene via
Lontano da chiunque sia
Volare sotto le stelle
Fredde ma tanto belle.
Vorrei uscire da ogni cosa
Ma una pietra sui miei piedi si posa
A pezzi faccio la mia mente
E la mia mano trema continuamente.
Uscirei dal mondo nella testa
mi librerei nell'aria
E da sola farei festa
Fino in Asia.
Tante belle sono le cose di questo mondo
Fantasia, felicità, amore
Ma ogni tanto è solo troppo giocondo
Che mi perdo nel dolore.

Abbandono

Dicono che abbandono la gente. Sono loro che si allontanano e dato che odio i legami perché si infrangono sempre le lascio andare. Ovviamente con le dovute eccezioni!
Mi volto spesso indietro per trovare l'errore,  ma non lo trovo perché non c'è. Non c'è segno di ripensamento,  nemmeno di tentaziome... ma c'è quella falla nel sistema delle nostre menti che ha deciso per noi di separarci. Non eravamo ancora pronti ad un passo così grande. Ma lo superammo con dolore. Ora il dolore si rifà vivo con te. Non potevi esserci solo tu?

mercoledì 5 febbraio 2014

Il Grillo

Il Grillo

Un giorno d'estate un Grillo era felicemente seduto sotto una foglia, sopra ad un sasso. Il sole tramonto. Il sole risorse. Il sole era alto nel cielo. Il sole era sotto la terra. Ma mai il Grillo si era mai mosso in tutto quel tempo. 

Una sera passò da quelle parti una Formica, che ogni volta faceva quella strada, passando davanti al sasso con sopra il Grillo, all'inizio non l'aveva neppure notato nei primi giorni, poi vedeva, ma mai l'aveva visto muoversi.
  La Formica quella volta si fermò. Attese pochi minuti mettendosi tutta altezzosa ed impettita volendo che il Grillo si accorgesse di lei, ma non successe.

La Formica se ne andò. 

A quel punto il Grillo pensò, è un po’ stupida quella Formica, non mi ha nemmeno salutato, si è soffermata solo per essere guardata. Non mi mossi.
Il giorno successivo la Formica si fermo nuovamente, questa volta attese più a lungo.  

Niente, il Grillo non si muoveva. Se ne andò. 

"Cosa ha in testa la Formica? Noccioline? Si ferma,  mi guarda e mi fissa, poi se ne va." Pensò il Grillo la seconda volta.

Al che la Formica insospettita dallo strano comportamento del Grillo il giorno dopo ritornò da lui, si sedette di fianco a lui e fissò il vuoto. Stette con lui ore ed ore.. nessuno dei due si mosse per giorni. La Formica voleva risolvere questo suo dubbio della staticità del Grillo. 

Dopo anni il Grillo saluto la Formica, restando sempre immobile. Fece il primo passo, ma non rispose. 

Passarono ancora anni ed il Grillo ci riprovò. Forse la Formica aveva sentito qualcosa quella volta ma non rispose. Rimase immobile. 

A mano a mano che il tempo passava la Formica, si rendeva più conto della posizione del Grillo. Lui era fermo. Il mondo ruotava intorno a lui. Più c'era tranquillità,  più vi era limpidezza d'animo e di pensieri. Le parole volavano  nell'aria da sole e le anime erano leggiadre nei venti stagionali caldi e freddi.

La Formica allora inebriata da questa alterazione della vita.. pensò:"che bel paesaggio" e si sentì rispondere :"si, lo penso anche io" .... la Formica divenne pallida ma non rinunciò alla sua situazione e quindi continuò a restare immobile. 

Come mai siamo muti ma ci parliamo?
Perché la pazienza esaudisce i desideri.
Quindi io desideravo di parlarti, ma come ci riusciamo? 
Con le nostre menti
Ma non esiste la telepatia
Questo lo dici tu, cosa stai facendo ora?
Beh ma non è una cosa reale
No certo io non sono reale
Ma quindi stiamo vivendo un sogno?
No stai vivendo la pazienza. Sei diventata così limpida come quest'acqua che mi comprendi. Solo chi è limpido con se stesso riesce a capirmi. 
Ah e cosa stiamo aspettando?
Un'opportunità di migliorare, di vivere.
Ma io vivo bene così. Grandi feste ogni giorno, baldoria al lavoro, essere sempre considerati i migliori, mostro le mie qualità naturali..
... Il Grillo stava pensando invece che potrebbe aiutare ...
Me ne frego di tutti i pestilenti e dei loro compari... non mi interessa, se è questo che ti interessa sapere. Non ti sembra una bella vita? Non mi manca nulla.
Io non voglio sapere nulla.
Nemmeno io.
Allora perché ti sei fermata? 

...

Tu volevi certezze, ma l'unica che te le può dare sei te stessa.
Da quanto tempo mi aspetti?
Da tanto.
Perché non sei venuto a cercarmi allora?
Perché non eri ancora pronta.
A fare cosa?
A cambiare.
Perché avrei dovuto cambiare?
Perché stai crescendo. 
Non mi serve crescere
Non lo fai perché lo vuoi. 
Allora perché? 
Non lo so.
Come non lo sai?
Come tu non sai come stai vivendo io non so perché stai crescendo.  
Non dovrei forse farlo?
Non l'ho mai detto. Non decidi né tu né io.
A cosa serve tutto questo? 
Non lo so, sei tu che ti sei fermata. Perché l'hai fatto?

Perché sembravi calmo preso da te in un mondo che sogno e che non ho dentro la polvere del mondo voglio essere luce. La stella più luminosa della notte, il raggio che scalda, non quello che brucia. Ma chi sei?

La tua coscienza.

Da quel momento il Grillo scomparve ritornò tutto come era prima e la Formica presuntuosa ed arrogante quale lo era prima si trasformò in un fiore. Quel fiore venne colto da un ragazzo che voleva conquistare la sua amata. Non era un ragazzo serio sulle questioni d'amore, ed infatti si promise che se il fiore fosse rimasto in vita sarebbe diventato più maturo e responsabile e amare vero della ragazza. Altrimenti avrebbe continuato a vivere come prima. 


Il Fiore rimase vivo per sempre. 

Tutto cambiò. 

I due ragazzi devono tutto a quel fiore.


lunedì 3 febbraio 2014

For Her

Dietro un sorriso, un'apparente felicità, si cela tristezza. Persona forte che non sembra abbattersi,  non cede di fronte alle difficoltà, alle strade impervie della vita, ma a volte vacilla. Vorrei essere come lei, sempre quel sorriso, sempre quella gioia di affrontare la vita di petto ed abbattere le mura di un castello fortificato. La sua grcilita appare insensata davanti a tanta consapevolezza di forza. È quello che si puo dire, non giudicare un uomo dal l'abito: apparentemente debole che si rivela intensamente audace e determinato.
La tristezza non so dove la nasconde ma c'è stata, insieme al dolore per qualcosa. Non so cosa, non mi interessa, ma spero che sia corretta la mia analisi.
Quello che conta ora è la felicità attuale, l'odierno essere, reso da quello che è stato. Non si deve cambiare per qualcosa, se questa è tanto forte e travolgente, sarà lei a cambiarti, ma in meglio.
Con affetto.
Arylin Lowe

Mia mia

Ti conoscevo prima ancora che nascessi, sapevo che eri cosi bella, cosi dolce, cosi rompiscatole.  I tuoi pianti sono delicati, sei bella anche quando piangi. Diventerai qualcuno, importante donna magica e saggia in un mondo pieno di ingiustizie e frustrazioni, piccina mia. Non abbatterti, ti posso benissimo capire, lo sono anche io, veloce in un mond lento, ma non ti preoccupare, troverai qualcuno che apprezzerà quello che sei, e per questo non devi cambiare. Sii unica nell'ugualianza del mondo monotono e grigio. Si quell'esplosione di colori che nessuno è. Sarai considerata diversa, ma non è affatto un difetto, anzi, sii la perfezione in un mondo sbagliato; si quella goccia di colore in un mondo nero; si la persona che aiuta non quella che volta le spalle; sii te stessa qualunque cosa si dica. Non perderti nel meandri del conformismo, usa il cervello in modalità "fai da te".
Conosco già le tue linee .. ho una sensazione adesso di lontananza dal mondo, da tutti e da tutto. Di completo abbandono a te.. mi sciogli, mi fai sentire bambina... non vedo l'ora di godermi fino in fondo l'essenza dell'essere tua zia, una parte nella tua bita, una parte di te. Ti voglio bene piccina Mia.
Con quesgli occhioni esplori il mondo a te nuovo, con quei grandi sorrisoni mostri il tua apprezzamento alle coccole.. e sembra già che capisci che il discorso verte su di te, allora ti rimpettisci tutta e ti mangi la manina, beata. Non ci sono regole per vivere bisogna farlo e basta, apprezzando ogni momento che ti offre. Non ci sono regole, davanti a questa creatura cosi piccola non ci sono pregiudizi,  bisogna essere solo se stessi.

domenica 2 febbraio 2014

Leslie

Dopo aver intinto un pennello nell'inchiostro, disegnò una "L" sul muro della scuola. Cosi, doveva essere uno scherzo, una scommessa, Leslie doveva scrivere la sua iniziale sul quel muro.... quello stesso muro che ha sopportato tutti i pettegolezzi, i segreti di tre ragazze per anni.
L era una ragazza sedicenne che viveva a Newyork e se la tirava da morire quando era insieme alle sue amiche.. ma era estremamemte sensibile ed umile che si può proprio dire che aveva due personalità.
Un giorno d'inverno.... lo sfigato dell'istituto scrisse s... su un cancello... poco distante da un muro ed ogni giorno quando passava di li guardava la sua lettera.. sola.
...
BADABOUM!!
Borse per terra, tacco rotto, occhiali rotti...
Sam e Leslie si scontrarono e volarono insulti.. lui chinò il capo e passò oltre raccogliendo i frantumi dei suoi occhiali. L ci rimase malissimo, non meritava tutto quello..
Sapeva chi era quel ragazzo.. era un dolce sensibile ragazzo della sua età. Abitava vicino a casa sua e ogni giorno volavano giudizi... tra le sue amiche.
Quel giorno le ragazze si dovevamo trovare al parco, ma Les si diede per malata. Se scoprivano quello che aveva in mente.. non avrebbe mai sopportato le loro accuse e giudizi.
Si tolse i tacchi si strucco' si mise in tuta ed usci di casa. E suonò quel campanello.. Sam apri la porta e si stupi che una ragazza tra le piu popolari sempre ben vestita si presenti da lui per offrirgli un gelato.
Lui accettò,  e lei gli spiego' che la realtà è quella che si conosce se parli con una persona non quello che vedi in giro, quello che ognuo ha sempre qualcosa che non mostra... e lei ha scelto di non mostrare la vera se per far si che sono altri che la cercano... alla fine dopo essersi scambiati i numeri,., si lasciarono.
Nei mesi seguenti si scrivevano ogni giorno ma non si guardavamo nemmeno.. lo sfigato e la cheerleder famosa..
Ahahahaha dopo circa un anno lei andò a prenderlo a casa, lo acconcio per bene e gli diede ottimi vestiti. Lo accompagnò a scuola.. non era vestita nemmeno lei come al solito.. e fregandosene delle opinioni altrui..  lo bacio' su una guancia prima di lasciarlo!
Non si mostrò piu la vamp ma la semplice Leslie.