Il popolo dei guanti bianchi.
Un giorno di primavera nel paese di Quintupia il mastro acciaio lavorava un materiale a tutti sconosciuto. Qualcosa di insolito accadeva.

Tutti nel paese ne parlavano, ma nessuno si avvicinava per chiedergli a cosa stesse lavorando. Era un uomo molto riservato, non dava mai molta confidenza alle persone, perfino quelle di Quintopia (paesino piccolissimo al centro della contea di Erverden). Era un uomo molto bravo nel suo lavoro tanto che tutti chiedevano di lui, anche quelli delle terre piu lontane. Ma nessuno conosceva altro che il suo nome. Si chiamava Erick, o almeno tutti lo conoscevano con questo nome.
Era un materiale cristallino, quasi bianco, leggerissimo e finissimo, ma dava l'impressione di essere incredibilmente pesante.
Ogni sera il mastro usciva dal suo uscio e dirigendosi verso la collina di fiori guardava il cielo mormorando qualcosa tra sé e sé, arrivato in cima, rimaneva sotto un albero per qualche ora, poi ritornava a casa fino al giorno dopo. Ogni giorno così, ogni notte così. Questo incuriosiva la gente, parlavano, ma mai nessuno ci parlava. Finché il suo comportamento non entrò nella curiosità di una ragazzina del paese.